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Grazie, Gesù!

"Come bimbo svezzato in braccio a sua madre"

di Sr M. Leonarda Innocente

La tradizione della Chiesa, sia nel tempo di Quaresima che nel tempo di Avvento, ci invita a dedicare una domenica, e quindi un’intera settimana, alla GIOIA. “Gaudete!” -ci dice- “Gioite!”, perché la salvezza è vicina, viene il nostro Redentore. La gioia deve caratterizzare la vita di ogni cristiano, come scelta. Dobbiamo scegliere cioè di essere contenti, scegliere di smettere di cercare un colpevole, un responsabile di tutti i nostri malanni e dei nostri stessi errori, prendere atto delle nostre povertà e abbracciarle così come sono: amarci così come siamo, nel desiderio di diventare come il Signore ci vuole, amare coloro che ci stanno accanto e, addirittura, amare le situazioni in cui ci troviamo, perché solo così troveremo la pace.

Come simbolo della gioia ho scelto una pastorella che porta una cesta di pane sul capo e tiene un bimbo per la mano. “Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia” (Sal 130). Questa è la nostra gioia: la consapevolezza che, sì, siamo poca cosa, ma di questa poca cosa il Signore si prende cura, come fa una madre col proprio bimbo. La nostra piccola mano resta in quella grande grande del Signore. Lui che si fa nostro pane, Lui che provvede a tutto ciò di cui abbiamo bisogno, perché, in primo luogo, è di Lui che abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno, un bisogno disperato, di sapere che non siamo soli, mai, e che siamo infinitamente amati, qualunque cosa accada, sempre e comunque.

Lui sa come siamo fatti, conosce le nostre fragilità, le conosce da dentro, ma, invece di rispondere chiudendoci la porta, risponde amandoci ancora di più. “Così dice il Signore: «Poiché questo popolo si avvicina a Me solo a parole… mentre il suo cuore è lontano da Me […] perciò, eccomi, continuerò a operare meraviglie e prodigi con questo popolo»” (Is 29, 13-14). Una risposta incredibile: prodigi e meraviglie, per stupirci, anziché punirci! Questo è e deve essere per noi motivo di gioia: riconoscere ciò che Dio compie nella nostra vita e ringraziarlo con tutto il cuore.

Chiediamo a Maria Santissima, in questi giorni che ancora ci separano dal Natale, ormai vicino, di donarci occhi nuovi, per riconoscere la mano di Dio, per riconoscere Dio all’opera nella nostra famiglia, nella nostra vita, nel nostro cuore. Egli opera sempre, ed opera solo bene, per il bene: questa dev’essere per noi una certezza, anche nel buio della notte, anche in mezzo alle prove più dure e assurde. Sempre ripetiamo nel nostro cuore: Grazie, Gesù!

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