Pillole di SpiritualiTà
La religione cristiana è una grande fonte di gioia, perché è essenzialmente amore. (Beato Paolo VI)
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“La misura dell’amore è amare senza misura”.
di Sr. M. Leonarda Innocente icms
“O Dio, nostro Padre, che nella santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore, perché, riuniti insieme nella Tua casa, possiamo godere la gioia senza fine.” (Colletta della Festa della Santa Famiglia)
Dio, all’alba dei tempi creò l’uomo e la donna e li pose nel Paradiso terrestre, dicendo loro “siate fecondi e moltiplicatevi” (Gn 1,28), e “Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.” (Gn 2,24). Egli mise in atto un progetto meraviglioso, che per noi è difficile anche solo da immaginare. Ma l’uomo, peccando, rovinò il Suo disegno. Fu cacciato dal Paradiso terrestre ed entrarono nel mondo la sofferenza, la malattia e la morte. Ma nel momento stesso in cui Dio rimproverava Adamo, Eva e il serpente, preannunciava anche la salvezza futura: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gn 3,15). Questa donna è Maria, la Sua stirpe è Gesù. Loro danno inizio alla nuova creazione. In loro l’uomo e la donna trovano il modello cui guardare, l’ideale da realizzare nella propria vita. E così la rovina del progetto originale, segna l’inizio di una magnifica restaurazione, che lo supera grandemente.
È nella Santa Famiglia che Dio ha mostrato all’uomo il sogno che aveva su di lui, ciò che desiderava fosse il legame che unisce un uomo e una donna, ciò che Egli chiama maternità e paternità, in una parola: Famiglia. Si tratta di qualcosa di sublime, cui aspira il cuore, perché anticipa il Paradiso stesso. Un patto che fonde due anime in una, comunione di intenti e di voleri, custodia reciproca nell’amore, amare Dio attraverso il coniuge, amare il coniuge e i figli come li ama Dio. Amare senza possedere, amare senza calcolare, perché, come dice Sant’Agostino: “La misura dell’amore è amare senza misura”.
Nell’ebraismo il sommo sacerdote poteva entrare nel santo dei santi, cuore del tempio, alla presenza di Dio, solo una volta l’anno. Era un evento di grandissima sacralità. La liturgia era definita fin nei minimi particolari dal libro del Levitico, riti meticolosi rivelati da Dio e arricchiti, nel corso del tempo, da infiniti dettagli. Tutto questo per onorare Dio, per dimostrare nella vita la fedeltà all’alleanza conclusa con Lui, per ricambiare il Suo amore. Ma Dio stesso, che è famiglia: Padre, Figlio e Spirito Santo, ha voluto mandare il Suo Figlio in una famiglia speciale, formata da Maria, l’Immacolata, e Giuseppe, uomo giusto davanti a Dio. In questo focolare di santità la grande liturgia vissuta nel tempio si trasfonde nelle piccole cose di ogni giorno, trasfigurate dall’amore: un’attenzione delicata, uno sguardo affettuoso, una carezza, i doveri quotidiani, le faccende domestiche... Quale grandezza in questi piccoli gesti, perché ricolmi d’amore e perché fatti per Dio stesso in persona! Un mistero grande! Un mistero che travolge le nostre stesse famiglie, mostrandoci quale profonda spiritualità sia possibile vivere all’interno di esse, fra le proprie mura domestiche. È lì che Dio attende di essere accolto, amato, glorificato attraverso i legami che ci uniscono; vivendo fino in fondo la propria vocazione di sposi, di genitori, di figli, con l’aiuto di Dio, per la propria santificazione e felicità.
Signore, Le nostre famiglie vivono solo del Tuo amore e hanno sempre bisogno del Tuo aiuto. Vogliamo cercarlo dedicando più tempo a Te nelle nostre case e rimanere disponibili alla fiducia e al perdono incondizionato tra di noi, perché possiamo avere la grazia di una rinnovata comunione con Te e fra ognuno di noi, per la Tua gloria e il bene della nostra famiglia. Te lo chiediamo per Maria, Tua e nostra Madre.
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La religione cristiana è una grande fonte di gioia, perché è essenzialmente amore. (Beato Paolo VI)